Installare Tex Live in GNU/Linux

Installare Tex Live in GNU/Linux

Installare Tex Live

Qualcuno potrà subito osservare: ” […] utilizza il gestore dei pacchetti della distribuzione in uso!”. Vero, ma in genere – a meno di configurare repository backport e/o testing – aggiornamenti ufficiali su un software di siffatte dimensioni per il sistema di composizione TeX che include i principali programmi (ambienti), pacchetti macro e altro relativi a TeX-LaTeX (ben oltre 4.000 pacchetti!) è comprensibilmente piuttosto lento.

Ad esempio sulla distribuzione attualmente in uso per scrivere questo post (una Mageia 7.1) la versione di Tex Live è una 20180414 (figura a lato) che, quasi sicuramente, potrà andare bene per la stragrande maggioranza degli usi che si possono immaginare, ma per alcuni casi particolari, come ad esempio usi specifici con ambienti nuovi e in continuo aggiornamento, diverse funzioni vengono aggiunte e alcune di quelle già presenti non sono retro-compatibili con precedenti versioni e/o vengono deprecate per far posto a nuove definizioni (e.g. questo è ciò che mi è capitato, ad esempio, con il componente CircuiTikZ).

Per tale motivo ho deciso di non installare la versione di default a corredo della distribuzione ma di optare per una installazione completa ad-hoc su specifico percorso nel filesystem. Per ottenere il risultato il modo più semplice e intuitivo è fare uso del pacchetto originale messo a disposizione dagli sviluppatori Tex Live che effettua una installazione via rete.

Il primo passo vede il download del pacchetto install-tl-unx.tar.gz (circa 5MB) per salvarlo in una cartella qualunque della propria home utente. In seguito alla decompressione verrà creata la cartella install-tl-aaaammgg all’interno della quale si dovrà lanciare – con i permessi dell’utente amministratore in un terminale o utilizzando il comando sudo per quelle distribuzioni che lo abilitano di default – il file install-tl il quale, senza opzioni, lancerà la modalità testuale di installazione (figura a lato). In questa modalità se si vuole, ad esempio, rimuovere qualche ambiente di non interesse è sufficiente digitare C, premere Invio quindi effettuare la scelta degli ambienti da mantenere e/o rimuovere in funzione delle lettere riportate a fianco di ciascun ambiente e al termine digitare R seguito da Invio per ritornare al menù principale. Medesima procedura qualora si volessero cambiare alcuni percorsi di destinazione e tutte le voci che prevede il menù principale. Al termine delle modifiche/scelte, è sufficiente digitare I e premere Invio per iniziare la fase di installazione su su hard disk.

L’altra modalità prevede l’utilizzo dell’interfaccia grafica del configuratore che è possibile ottenere lanciando il file con il comando (sempre da terminale e con i permessi dell’amministratore) ./install-tl -gui per veder apparire dopo qualche secondo la piccola finestra visibile a lato. L’interfaccia grafica fa uso del toolkit Tk e richiede il pacchetto Perl-Tk (o nome simile a seconda delle distribuzioni in uso). Conviene subito cliccare sul pulsante Avanzate e nella nuova finestra sul pulsante Altro …, solo così si renderanno visibili quasi tutte le funzioni (in basso).

Si inizi con l’abilitare la casella in basso nel pannello di destra Crea i collegamenti simbolici nelle cartelle di sistema. Dal pannello di sinistra nella sezione Cartelle si possono lasciare i percorsi predefiniti così come in Piattaforme se in Piattaforma attuale è indicata la piattaforma in uso altrimenti è sufficiente cliccare sul pulsante Cambia e selezionare la giusta piattaforma tra quelle proposte. Per la scelta dei percorsi dei file e dei file della documentazione è sufficiente cliccare sul pulsante Specifica le cartelle dalla sezione di destra (figura in basso): in genere i percorsi predefiniti per bin (gli eseguibili, in realtà link simbolici ai veri eseguibili), man (manuali in formato *roff, i.e. groff, nroff o troff) e info (documenti informativi e formattati creati con Texinfo, uno strumento di generazione di documenti per progetti GNU che permette di memorizzare/realizzare la documentazione in un formato libro con capitoli, sezioni e sottosezioni).

Ci si assicuri di aver spuntato la casella in basso a destra Dopo l’installazione, imposta CTAN come sorgente per gli aggiornamenti dei pacchetti. È il caso di ricordare che CTAN, acronimo di Comprehensive TEX Archive Network, è il portale di riferimento dal quale cercare e scaricare specifici ambienti software relativi al sistema di tipografia digitale TeX. Così come esistono portali dedicati ai moduli Perl (CPANComprehensive Perl Archive Network) e al progetto R (CRANComprehensive R Archive Network) noto linguaggio di programmazione e ambiente di sviluppo specifico per l’analisi statistica dei dati. Al termine della configurazione per avviare l’installazione è sufficiente cliccare su Installa in basso a destra: verranno scaricati e installati 4.022 pacchetti per un totale di circa 7GB. Il numero dei pacchetti può variare di versione in versione poiché alcuni progetti ambienti possono essere deprecati e di nuovi inseriti.

Al termine dell’installazione verrà ricordato di aggiungere il percorso di installazione alla variabile d’ambiente PATH qualora non fosse presente in maniera predefinita nella distribuzione in uso.

La verifica è semplice, il comando echo $PATH impartito in un terminale dovrebbe fornire un output del tipo:

usr/local/bin:/usr/bin:/bin:/usr/local/games:/usr/games:/usr/lib64/qt5/bin:/usr/lib64/qt4/bin:/home/micha/.local/bin:/home/micha/bin

nel qual caso per i link agli eseguibili presenti in /usr/local/bin non vi saranno problemi. Occorre solo aggiungere – se si vuole – i percorsi a PATH per i file info e man. Per permettere agli utenti di aggiungere le loro personalizzazioni la shell Bash cerca nella home dell’utente alcuni file di configurazione e nell’ordine i file .bash_profile, .bash_login e .profile eseguendo i comandi del primo che trova non curandosi poi degli altri. Si osservi come nessuno di questi file – laddove presenti – risulta essere uno script e pertanto non c’è necessità alcuna per avere degli eseguibili, è sufficiente un comune file di testo con solo i permessi di lettura. Per avere i percorsi raggiungibili occorre aggiungerli al PATH d’ambiente aggiungendo al termine del file .bash_profile una riga del tipo: PATH=$PATH:/usr/local/share/man:/usr/local/share/info quindi riavviare la sessione affinché venga letto il nuovo percorso.

Al fine di verificarne il corretto funzionamento si può fare un semplice test integrato: si apra un terminale e si impartisca il comando latex small2e. Dopo qualche secondo di compilazione – figura in alto – nel punto dove è stato aperto il terminale (e.g. la home utente) dovrà essere presente il file small2e.dvi da aprirsi con un lettore dvi o pdf (ad esempio Okular in ambiente KDE, documento in basso) per vedere il risultato del test e/o convertirlo in formato ps con dvips small2e.dvi oppure convertirlo in pdf con dvipdfm small2e.dvi.

small2e

Ultima nota prima di terminare questo paragrafo. Per agevolare la scrittura di documenti in TeX esistono diversi editor dedicati che è possibile installare questi si, utilizzando il gestore dei pacchetti della distribuzione in uso. Suggeriti sono quelli con programma/sezione di preview incorporata e nelle cui dipendenze di installazione non si tirino dietro anche la TexLive della distribuzione (tipico comportamento nell’installazione di Kile e LyX). Alcuni suggerimenti vedono, in genere disponibili in tutte le distribuzioni:

 

Aggiornare i pacchetti di Tex Live

Installata la distribuzione Tex Live ogni qualvolta si ha voglia è possibile verificare la presenza di nuovi aggiornamenti utilizzando (sempre con i permessi dell’amministratore o in alternativa anteponendo il comando sudo per quelle distribuzioni che lo attivano di default) il gestore dei pacchetti integrato con il comando tlmgr (è possibile approfondirne l’uso consultando il manuale online tlmgr –help). Come primo passo si può verificare se esiste un aggiornamento dello stesso gestore con tlmgr update –self. Lo storico degli aggiornamenti del gestore integrato in Tex Live è possibile visionarlo al link tlmgr news.

È arrivato il momento di verificare se esistono degli ambienti da aggiornare e/o di nuovi – eventualmente da utilizzarsi per specifici scopi – da installare. Se si vuole che ci venga fornita solo una lista ma senza operare con l’installazione è sufficiente impartire il comando tlmgr update –list (risultato immagine a lato per un totale di 95 pacchetti). Per procedere all’installazione della lista di ambienti/pacchetti elencati è sufficiente impartire il comando tlmgr update –all e attendere che termini l’aggiornamento: in genere il tempo necessario dipende dalla velocità della linea e dal numero di pacchetti/ambienti da aggiornare. Durante la fase di aggiornamento  vengono lanciati in automatico – come è facile verificare dall’output nel terminale – un certo numero di comandi. Il primo è mktexlsr – una contrazione di “make TeX ls-R” – il quale ricostruisce il database dei nomi utilizzato da TeX seguito da mtxrun –generate per generare il file del database. Il comando successivo è updmap-sys il gestore dei font map TeX utilizzati da pdftex, dvips e dvipdfm (updmap-sys –help per approfondimenti). Infine viene rigenerato il file di configurazione fmtutil.cnf dell’omonimo comando fmtutil (fmtutil –help per approfondimenti) per la gestione dei formati e Metafont. Al termine di queste operazioni verrà scritto il file di log tlmgr.log e la procedura di aggiornamento è così terminata.

Le possibilità del gestore tlmgr non si esauriscono qui, ad esempio è possibile ottenere informazioni per uno specifico pacchetto con tlmgr info nome_ambiente, ad esempio per CircuiTiKz: tlmgr info circuitikz (risultato visibile in basso).

Backup avido di spazio!

Ogni volta che viene effettuato un aggiornamento a meno di non indicarlo in maniera specifica, di default tlmgr effettua il bachup di tutti i pacchetti che va ad aggiornare. Ad esempio i 95 pacchetti di cui sopra occupano ben 291MB di spazio su hard disk. La posizione del backup nel filesystem la otteniamo con il comando tlmgr option backupdir il quale fornisce come output Directory for backups (backupdir): tlpkg/backups quindi per l’installazione sopra riportata il percorso completo vede /usr/local/texlive/2020/tlpkg/backups. Altro interessante comando è tlmgr option autobackup che fornisce come output Number of backups to keep (autobackup): 1, ovvero verrà mantenuto solo 1 backup: ad ogni aggiornamento verrà cancellato quello precedente per far posto all’attuale. Se si vuole liberare spazio si può procedere manualmente rimuovendo tutti o parte dei file presenti nella cartella di backup nel percorso precedentemente riportao. La rimozione manuale di per se non è “pericolosa” poiché tlmgr non mantiene alcun record sulla cartella di backup la quale viene letta solo se esplicitamente richiesto.

 

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